La Commedia dell’Arte è la grana essenziale del teatro italiano e il suo indiscusso archetipo che, come un rizoma, non smette di crescere e di accrescersi. Il volume propone voci, immagini, proiezioni della pagina più duratura e più diffusa del nostro teatro, depositate in fonti storiche (musicali, drammaturgiche, iconografiche) e colte principalmente nei suoi decenni aurorali, oltre la metà del Cinquecento. Sullo sfondo dei contesti culturali di appartenenza, si attraversano alcuni paradigmi del fenomeno teatrale dell’Arte (il ruolo pubblico delle attrici, il divismo, le maschere, le migrazioni artistiche, il mecenatismo, la concezione neo-stoica del riso, l’ostruzionismo ecclesiastico, il mimetismo fra uomini di scena e uomini di Chiesa) e si entra nelle pieghe della civiltà dello spettacolo più longeva e più interessante che mai sia stata prodotta.
Teresa Megale, docente di discipline dello spettacolo presso l’Università di Firenze, è autrice di monografie e saggi che spaziano dal Seicento al Novecento. Tra i suoi ultimi libri Tra mare e terra. Commedia dell’Arte nella Napoli spagnola (1575-1656) (Bulzoni, 2017, ristampa 2020) e Donne del/nel teatro italiano: nodi storici, pratiche d’arte e di vita, numero monografico di «Italica Wratislaviensia», 2019 (in co-curatela con M. Surma e M. Gurgul).