Nel 1980, a Belgrado, vennero definite e approvate le raccomandazioni Unesco per la salvaguardia e la conservazione delle opere cinematografiche quali beni culturali dell’umanità: si sottolineava, in particolare, come diffondere nel mondo la conoscenza e la cultura delle immagini in movimento contribuisse ampiamente all’educazione e all’arricchimento di ogni essere umano. Facendo proprie tali premesse, il volume mette in luce le potenzialità del cinema come strumento pedagogico e rimarca la necessità di un “cinema del futuro”, non più circoscritto nell’aura di opera d’arte o di opera di intrattenimento, ma rivolto come un ponte verso la scuola e i contesti educativi.
Annamaria Poli è ricercatrice e docente di cinema e arti visive all’Università degli Studi di Milano- Bicocca, presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”. Si occupa di cinema in ambito educativo, con un focus particolare sul cinema come risorsa inclusiva nei contesti educativi e nella didattica interdisciplinare.