Cosa significa essere una “donna virtuosa”? Nel 1884 Matilde Serao, con questo racconto lungo, fotografa con realismo lucido e disincantato la quotidianità di Checchina, intrappolata in un sistema di rinunce, dipendenza economica dal marito e sguardi vigili della serva Susanna, custode spietata delle regole patriarcali. L’introduzione di Laura Nacci rilegge il testo mostrandone l’attualità e svelando la persistenza dello sguardo interiorizzato, che spesso ancora oggi trasforma il controllo e il giudizio sociale in auto-censura, riducendo i desideri a semplici capricci. Un’analisi che ci aiuta a riconoscere le radici degli stereotipi che ancora ci abitano, per (ri)scoprire la nostra libertà.
- ISBN: 979-12-5669-414-3
- Data di pubblicazione: giu 2026
- Formato digitale: HTML
- Introduzione e cura di: Laura Nacci
- Serie: AnteLitteram
Matilde Serao (1856-1927) è stata scrittrice e giornalista, prima donna in Italia a fondare e dirigere un quotidiano. Attenta testimone del passaggio tra XIX e XX secolo, conoscitrice dell’alta società, ma anche delle frange più povere della popolazione, ha raffigurato la realtà dell’epoca con uno stile verista puntuale ed espressivo. Serao è stata una figura pionieristica, che ha saputo coniugare forza narrativa e coscienza civile quando le donne difficilmente riuscivano ad aver voce nel mondo culturale. Tra le sue numerose opere si ricordano Il ventre di Napoli (1884) e Il paese di cuccagna (1891).