Un agente nuovo, non propriamente cosa ma nemmeno persona, formato di sostanza inorganica, non vivente, ma capace di apprendere, di sostituirsi ai processi decisionali e all’azione umana nel mondo e nelle relazioni interpersonali; dotato di un corpo fisico, ma la cui essenza non si esaurisce in esso, alludendo a qualcosa che può trascenderlo e conferirgli uno statuto diverso da quello degli altri beni: la machina robotica riflette i suoi enigmi non solo sui risultati che può generare e sui processi che li determinano, ma anche sul regime della responsabilità per il suo operato, aprendo nuovi scenari dalla sfera patrimoniale risarcitoria fino ai fondamenti della democrazia liberale.
Stefano Preziosi è professore ordinario di diritto penale presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, dove è titolare degli insegnamenti di diritto penale I e diritto penale II. È coordinatore scientifico del Centro di Ricerca Intelligenza Artificiale e Diritto (C.R.I.A.D.).
Usiamo cookies per fornire una migliore esperienza utente su questo sito.Politica sui cookie