Del origin et nobiltà del ballo (ca. 1620) del poligrafo Giulio Mancini (1559-1630) è un’opera tipica della letteratura utile in voga nella Roma aristocratica fra Cinque e Seicento. Scritto da un medico erudito ed esperto d’arte, il trattato è fonte preziosa per la ricostruzione storica del paradigma culturale classicista, che comprende: l’educazione del nobile a una seconda natura comportamentale; il fondamento della società della grazia e delle buone maniere; l’ordinamento e la riduzione ad arte del sapere tecnico e pratico. Confortato dall’esempio degli Antichi, Mancini contribuisce a questo paradigma con le sue idee sulla medicina, l’arte e in particolare la danza: se certamente la conservazione della salute è un valore predicato come universale, l’ideale di una vita sana, buona e beata, scandita dall’esercizio corporeo del ballo onesto, a sua volta coniugato con la contemplazione della pittura, è per Mancini appannaggio dei nobili, la cui fortuna consente di collezionare preziose opere d’arte, capaci di offrire svago al corpo e sollievo all’anima.
- ISBN: 978-88-9295-962-0
- Publication date: Sep 2024
- Digital Format: PDF
- Edited by: Alessandro Pontremoli
- Series: Voci di scena
Giulio Mancini (Siena 1559 – Roma 1630), dal 1623 archiatra di Urbano VIII, aveva esercitato come valente medico e chirurgo a Bologna, Siena, Viterbo e Roma. Esperto nel mercato dell’arte e collezionista di pitture e manoscritti, è un poligrafo erudito noto agli studiosi della letteratura artistica per aver lasciato, fra le molte opere di argomenti disparati, le Considerazioni sulla pittura, stampate negli anni Cinquanta del Novecento. I suoi lavori, tramandati solo attraverso la tradizione manoscritta, sono accomunati da una concezione pedagogica di stampo rigorosamente aristotelico e dalla visione medica degli Antichi, la quale attribuiva alle attività in essi descritte un potere ricreativo e di conservazione della salute.